venerdì 9 dicembre 2016

Ansia e gravidanza

L’ansia è come una sedia a dondolo:
 sei sempre in movimento, 
ma non avanzi di un passo. 
(Jodi Picoult)


Questo è un post che probabilmente rileggerò mille volte prima di pubblicare, presa dai dubbi, dalla paura dei giudizi, dal timore che uno sfogo venga scambiato per una lamentela. La verità è che mi riesce facile parlare di cose felici mentre scrivere delle mie debolezze non lo è per niente: mi rende vulnerabile. Alla fine la mia voglia di comunicare, di scambiare idee e pareri prevarrà anche questa volta.

La casa è un caos e siamo tutti pronti alla partenza; lunedì torniamo in Inghilterra: la nazione che ha visto una me troppo fragile diventare quella che sono, la terra in cui ho conosciuto l'amore e in cui sono stata davvero felice.
Dovrei toccare il cielo con un dito invece non ci riesco; ho paura: per la prima volta ho davvero paura che questa gravidanza non vada a buon fine.

Questa gravidanza è stata segnata da perdite che mi hanno fatto vivere con l'ansia perenne: i primi due episodi sono durati qualche giorno mentre quello attuale dura da quasi un mese. Finalmente sono riuscita a vedere un ginecologo che mi ha spiegato che ho la placenta bassa e pericolosamente vicina alla cicatrice del cesareo. A parte che se la placenta non risale posso scordarmi un parto naturale, sono a rischio di parto pretermine e di ricovero in caso arrivino le contrazioni. Per ora non sono stata messa a riposo, ciononostante, vivo nell'ansia. Ho paura di fare qualunque cosa: di sollevare Catherine, di fare troppa fatica, di camminare troppo...insomma sono in costante angoscia. Perdo facilmente la pazienza perché la Toddler, da buona duenne, non mi ascolta ed è un continuo rincorrerla e "raccattarla" dal pavimento. A questo seguono mille sensi di colpa e, spesso, tante lacrime dettate dalla frustrazione; dal non riuscire ad essere me stessa.

Vorrei commuovermi a vedere mia figlia giocare con le bolle di sapone senza dovermi ricordare continuamente che qualcosa potrebbe andare male, vorrei prepararmi al primo Natale da soli con gioia ma capisco che la vita non può darci sempre ed accetto il compromesso. Chi vive con l'ansia sa ben bilanciare i momenti belli con quelli brutti ricordandosi, sempre, quanto di peggio potrebbe accadere; forse questo è un fatto positivo o almeno così mi piace pensare. Credo fortemente che soffrire d'ansia abbia anche i suoi lati positivi: sicuramente fa apprezzare di più tutto quello che si ha, le piccole cose hanno un valore aggiunto, si è consapevoli della fragilità estrema dell'essere umano e, anche se non si abbassa mai la guardia, si da un peso diverso alle cose che accadono.

Avrei tanto voluto avere una gravidanza normale, così da provare quella sensazione di amore puro, senza paure e senza ansie che in tante raccontano. Invece no: essere incinta non fa per me ed è anche per questo che non mi vedrete con mille foto al pancione. La gravidanza è uno stato in cui non mi ritrovo né mi sento a mio agio. Mi sento prigioniera di un corpo che fatica a fare ciò che dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo: accudire una vita  per nove mesi. L'ansia si impadronisce di me ed ad ogni minimo dolore cado nello sconforto, sono sempre tesa, sempre prudente perché so che qualcosa potrebbe andare storto. Insomma io non vedo l'ora che questi nove mesi passino e pure in fretta, odio l'idea di essere responsabile per una vita che non posso aiutare in nessun modo, mi sento impotente.
Spero che non mi fraintendiate: ovviamente questo bambino è voluto ed amato ma, per ora, i sentimenti che prevalgono sono la paura e l'ansia. Insomma lui è vivo dentro di me, io lo sento muovere ma non lo posso proteggere è il mio corpo a comandare.

Vi lascio con un abbraccio speciale a chiunque si è sentita come me durante quei nove mesi che seppur magici, non fanno proprio per tutti.



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2 commenti

  1. Cara Sara per essere madre ci vuole coraggio e le tue parole lo confermano, io ho ormai accettato il fatto che l'ansia sarà sempre un po' parte di me e se oggi ti senti impotente perché non lo vedi e non puoi proteggerlo in un abbraccio io penso già a quando dovrò lasciarli andare per il mondo, e non chiederanno più la mia mano! Essere madre è una grande fortuna, ma anche una grossa tortura, siamo esseri umani con le nostre paure e le sofferenze.
    In bocca al lupo, ti abbraccio

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  2. Goditi almeno gli ultimi due mesi pensando che dal settimo in poi non puó succedere più nulla di male dal momento che il bimbo sarà formato. Sei comunque oltre il quinto se non sbaglio, quindi é davvero improbabile che ti capiti qualcosa di brutto. Auguri per tutto!

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