lunedì 10 aprile 2017

La vita adesso


Il primo mese a quattro è stato a dir poco turbolento. 
Le nostre vite sono cambiate  radicalmente ed ora capisco chi mi diceva che con due è molto più dura. Tutti stiamo imparando ad entrare nei nostri nuovi ruoli, tentando di organizzare una simil routine che ci permetta di uscire a prendere un po' del sole magnifico che Londra ci sta regalando. 





Catherine si sta calando a meraviglia nella parte di sorella maggiore e non mi sembra essere gelosa. Ha accettato Harvey come membro della famiglia ed è di una tenerezza disarmante. L'unica cosa che sta patendo è il distacco da me: mi vede sempre con Harvey al seno e la mole di tempo che posso dedicarle è oggettivamente diminuita; soffriamo entrambe di questa cosa: in lei lo vedo quando a cena non vuole lasciarmi la mano mentre mangio o quando insiste nel volermi sempre al suo fianco. Catherine è una bimba tosta ma è anche dolce ed estremamente sensibile; mi rivedo tantissimo in lei e riconosco i suoi capricci e le sue crisi: so che è in quei momenti di rabbia incontrollabile che chiede il mio affetto e cerco di assecondarla (a volte la pazienza scappa eh, non sono una santa ma, vista la situazione, la mia pazienza è raddoppiata).



Io sto imparando ad essere una mamma di due lentamente, molto lentamente. Cerco di godermi ogni momento di Harvey neonato perché so che passerà e meno male che passerà! Insomma lo amo da morire ma, onestamente, preferisco la fase dai sei mesi in su. Nel frattempo cerco di imprimermi nella memoria i suoi occhietti marroni che iniziano ad interrogare il mondo che lo circonda.
Anche se dormo 2/3 ore a notte e il tempo non è mai abbastanza per fare tutto, cerco di condurre una vita il più normale possibile: mi trucco tutto giorni perché sentirmi bene con me stessa mi aiuta davvero molto, cerco di mantenere la casa in uno stato accettabile anche se spesso non lo è e, sopratutto, cerco di uscire il più possibile. Anche se tutti continuano a ripetermi che dovrei dormire quando lui dorme io non ce la faccio proprio: se stessi sempre chiusa in casa a dormire o ad allattare mi verrebbe la depressione. Uscire, seppure con un autonomia limitata alle 2 ore massimo, mi fa sentire una persona in tutto e per tutto; sentire la brezza sul viso è per me un vero e proprio boost di energia (così come le taniche di caffè di Starbucks) a cui non potrei rinunciare. Purtroppo la notte rimpiango questa scelta haha!


Queste foto le abbiamo scattate in un sabato di sole caldo, Catherine si è divertita a fare le bolle di sapone e a correre sull'erba. Lei pensava che avremmo fatto un pic-nic e così il giorno dopo, l'abbiamo accontentata: le è piaciuto da matti: adesso ci chiederà un pic-nic ogni giorno mi sa.



Sono questi piccoli momenti di ordinaria normalità che mi fanno sentire felice come non mai di essere una mamma di due: non vedo l'ora di vederli giocare insieme e di viverli appieno, godendo di ogni loro conquista. Mi sento così fortunata a poter essere una mamma a tempo pieno.


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1 commento

  1. Che bello...Io per ora sto ad un e non posso capir ti ancora a pieno ma su una cosa siamo simili io pure non riuscivo mai a dormire quando lei dormiva e dovevo sempre uscire altrimenti che depressione!!!Un abbraccio dal Canada e a presto xx

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