A Toddler in a fairytale

Domenica scorsa, complice una magnifica giornata di sole, abbiamo deciso di portare la Toddler all’Efteling: l’equivalente olandese di Gardaland.
Siamo partiti molto presto per evitare la ressa del week end ed abbiamo fatto bene: mezz’ora di ritardo ed avremo trovato le strade chiuse per via della maratona di Amsterdam di cui ci eravamo scordati, ops!

La giornata non è partita con il piede giusto perché abbiamo dimenticato a casa l’amato Panda: ovviamente dopo cinque minuti in macchina Catherine ha iniziato a chiamare a gran voce il suo fido braccio destro. Quando le ho detto che era rimasto a casa a fare la nanna si è scatenato l’inferno: presi dalla disperazione le abbiamo comperato un pupazzo nuovo in un autogrill (eh sì ne aveva proprio bisogno…). Il nuovo arrivato ha suscitato il suo interesse per circa 20 minuti, dopodiché sono ricominciati gli schiamazzi che ci hanno “allietati” per tutto il resto del tragitto. Da adesso in poi devo ricordarmi che il Panda ha una funzione vitale nella vita della Toddler e va portato OVUNQUE, così da poter strusciare sui pavimenti di ogni luogo haha!!

 Catherine è subito stata rapita dallo spettacolo delle fontane, mentre non ha apprezzato i personaggi mascherati né il bosco fatato: gli gnomi non le sono andati proprio giù! Il vero divertimento per lei è iniziato su una sorta di disco panoramico seguito da un giro in barca tra le papere: mancava poco che si buttasse in acqua per prenderle! Siccome la signorina già dalle 11 chiedeva di andare a mangiare, a mezzogiorno in punto la si poteva già scorgere impegnata con la sua pasta alla bolognese.

Nel primo pomeriggio abbiamo finalmente raggiunto l’area dedicata ai più piccoli e Catherine, nonostante la stanchezza, non si è persa una giostra! I suoi occhi si illuminavano quando vedeva le varie attrazioni e io mi scioglievo. Alle volte il suo ditino restava bloccato in aria ad indicare qualcosa mentre la boccuccia si apriva dallo stupore. Credo di averle dato dieci milioni di baci, era di una tenerezza unica e, per me e Charles, non esiste cosa più meravigliosa ed appagante del suo sorriso: la sua gioia è contagiosa e ci unisce sempre di più.

Dopo una pausa gelato Catherine ha continuato sui vari caroselli ma ad un certo punto ha ceduto: era così stanca che è andata a sedersi sul passeggino e si è addormentata come un sacco di patate!
Ci siamo allora diretti verso l’uscita dove ho potuto assaggiare un dolce tipico del periodo autunnale/natalizio: le Oliebollen, ovvero delle palline di pasta fritta con zucchero a velo. Inutile dirvi che queste palline di grasso e cellulite mi rendono ancora più felice di vivere in Olanda: io adoro questo tipo di dolci! Charles mi ha anche detto che, a dicembre, eleggeranno lo stand con le Oliebollen più buone di Amsterdam ed io non vedo l’ora di provarle.

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1 commento

  • È bello leggere che anche qualcun'altra deve fare i conti con urla e pianti �� a volte vedo troppe famiglie figli e madri perfette �� mi hai consolata. complimenti siete una bellissima famiglia.

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