Diario di gravidanza: il nono mese

Mancano solo nove giorni alla data presunta parto e il pensiero che, presto, saremo una famiglia a 4 inizia a farsi così reale che nella mia testa i pensieri sembrano impazziti. Finalmente a casa è tutto pronto ad accogliere un baby: ieri ci siamo dedicati alla culla e tutto l’occorrente per l’ospedale  è pronto per essere “lanciato” in valigia alla prima contrazione.

Il nono mese è stato ed è davvero tosto: dolori continui al pavimento pelvico, insonnia causata da acidità e naso perennemente bloccato, crampi alle gambe etcetera. La cosiddetta “botta di grazia” me l’ha data Catherine che, ultimamente, è la regina dei capricci e non ubbidisce manco a pagarla. Tutti mi dicono che si comporta così perché sente che qualcosa sta per cambiare ma, sinceramente, ho i miei dubbi: lei è sempre stata un bel tipo ed ora sta davvero testando quanto in là può spingersi.

Se da un lato non vedo l’ora di conoscere il piccolino dall’altro sto cercando di approfittare di ogni secondo da sola con la mia Catherine: io e lei abbiamo vissuto in simbiosi per i primi due anni e mezzo della sua vita ed ho un po’ di ansia di scoprire come cambierà il nostro rapporto. Ho paura di non riuscirle a dedicare tutto il tempo che merita e per questo cercherò di coinvolgerla il più possibile nella gestione del piccolo con la speranza che, così facendo, possa superare al meglio la gelosia iniziale che, probabilmente, proverà.
Catherine in questi due anni e mezzo mi ha insegnato tanto: da una ragazzina sperduta in Svizzera mi ha trasformata in una donna, mi ha spinta ad uscire dalla mia comfort-zone e grazie a lei ho scoperto di avere una forza ed un energia che mai avrei pensato di possedere. Insomma Catherine mi ha insegnato ad essere mamma e, anche se per tante donne questo non basta a sentirsi realizzate, per me è la cosa della quale vado più fiera : per me essere madre è assolutamente abbastanza.

Nonostante il mio primo parto sia stato alquanto “infelice” non ho molta paura di partorire nuovamente, insomma mi dico che peggio non potrebbe andare e per me, ciò che più conta è che sia io che il bimbo staremo bene.
Al momento i miei timori maggiori riguardano l’organizzazione del tempo con una toddler ed un mini toddler: sono una persona molto precisa, amo avere una routine e mantenere un certo ordine in casa; anche se so che può sembrare sciocco ho il terrore di non riuscire a fare tutte le cose che amo o che voglio fare. Temo di ritrovarmi a vivere in una casa dove regna il caos, sepolta dai panni da lavare e temo di dover trascurare il blog: so che mi dovrò abituare a una realtà completatamente diversa da quella attuale e questo, un pochino, mi destabilizza. Se però tralascio tutta la logica mi sento davvero pronta ad accogliere il piccolino e, anzi, non sto più nella pelle.

Mercoledì avrò il controllo dall’ostetrica specializzata in VBAC e valuterà se tentare lo scollamento delle membrane o meno a seconda della posizione del baby. A me non dispiacerebbe avere ancora qualche giorno per organizzare le ultime cose ma se questo servirà ad evitarmi un cesareo ben venga!
Mi fa stranissimo pensare che, probabilmente, questo sarà l’ultimo update relativo alla gravidanza e che, presto, starò a raccontarvi della nascita del piccolo, che emozione!

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1 commento

  • É bello potersi sentire realizze, ci sono donne per cui essere madre sarebbe anche abbastanza, ma per mille altri motivi non possono essere solo madri, ma anche madri. Ho avuto l'opportunitá di essere solo madre per qualche mese e basta, non credo mi sarebbe bastato, ma chissà! È che se l'avessi provato sarei rimasta fuori dal mondo del lavoro o almeno da quello attinente ai miei studi! Bellissime foto, vedrai che riuscirai a organizzarti con loro. Io non so se sapró mai quali delle due versioni di me avrei preferito (mamma che lavora o no intendo)

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