Harvey’s tales: una settimana

La prima settimana con Harvey è stata dura ma bellissima: un esperienza completamente diversa da quella vissuta con Catherine che mi ha regalato un turbinio di emozioni ed un migliaio di lacrime.


Sono molto felice che l’allattamento si sia avviato abbastanza bene, ci tenevo molto a provare questa esperienza. L’unico problema è che Harvey mi ha scambiata per un ciuccio vivente e la notte non si staccherebbe mai; la nostra “routine” è più o meno questa: poppata per mezz’ora, cambio pannolino e tentativo (invano) di messa in culla. Il “captain cuddles” (così è stato soprannominato) sta tranquillo giusto il tempo di farmi sistemare comoda nel letto per poi iniziare a rugnare: a volte andiamo avanti così “all night long“, ma proprio all night eh! Io muoio dal sonno e, spesso, mi addormento pure per qualche istante per poi sobbalzare di scatto dalla paura di farlo cadere. Ovviamente trovo molto pesante non dormire e so che il ciuccio potrebbe aiutarlo ma le ostetriche mi hanno consigliato di aspettare per non interferire con lallattamento. Io sono talmente terrorizzata di dover tornare a tirare il latte che cerco di resistere al magico potere del “scisci come lo chiama la Toddler.


Catherine è stata molto felice dell’arrivo di Harvey e chiedeva sempre a Charles di portarla in ospedale a vederlo. Anche a casa non si è indispettita dalla sua presenza soprattutto perché il mini Toddler le ha portato un monopattino da urlo che adora: ormai quasi dormirebbe con il casco, haha.
Sebbene Catherine abbia preso bene l’arrivo del fratellino vedo che soffre il mio distacco e, forse, io più di lei: questa è la cosa che, al momento, trovo più difficile. Io e la Toddler abbiamo vissuto in simbiosi per due anni e mezzo, ora è come se dovessi elaborare il lutto per la perdita di questa esclusività: mi mancano quei pomeriggi “noiosi” passati sul tappeto a giocare con i cerchietti. So, o almeno spero, che presto non sarò più confinata al divano o al letto ad allattare baby Harvey (come lo chiama lei) ma ora questo distacco fa male e gli ormoni non aiutano. Come se ciò non bastasse la Toddler ha avuto la febbre e il dottore mi ha consigliato di tenerli separati, questo ha amplificato la mia e la sua frustrazione: doverla mandare via mentre allattavo Harvey in camera mi ha spezzato il cuore.


Siccome Charles non poteva prendere molti giorni dal lavoro abbiamo ingaggiato una nanny part-time che mi ha salvato la vita: con il cesareo e da sola non avrei mai potuto stare dietro ad entrambi. Inoltre non potrei nemmeno portare Catherine all’asilo perché dista mezz’ora a piedi e non ce la farei proprio fisicamente.  Se da un lato avere un aiuto è bellissimo e sono davvero grata per questa possibilità, dall’altro non vedo l’ora di rimettermi in sesto completamente per poter essere di nuovo la mamma piena di energie che amo essere; ho voglia di ritornare alla normalità: alle corse del mattino per andare a scuola, al trambusto della quotidianità ma, soprattutto, voglio tornare ad essere più presente nella vita di Catherine. Per questo ho cercato di rimettermi in piedi già da subito uscendo il più possibile nonostante la velocità lumaca. Sono una persona molto organizzata che ha bisogno di una routine per evitare il caos mentale e, in questa situazione, mi sento molto in balia degli eventi; cerco di essere realista e mi ripeto che è normale ma attendo con ansia l’arrivo della mia amata routine 😉
Cerco di tenere l’ansia a bada e, anche se sono molto più rilassata che con Catherine, ci sono ancora delle cose che mi destano moltA preoccupazione: in primis la paura che Harvey si ammali.

Insomma come vi dicevo la prima settimana è stata una spremuta di emozioni e, anche se molto difficile, è stata ricca di ricordi che porterò sempre nel cuore, così come lo erano stati i primi giorni con Catherine. Questo è un periodo magico in cui la vita di prima lentamente sparisce per lasciare il posto ad una nuova realtà a quattro: non vedo l’ora di vivere appieno questa meravigliosa famiglia che ho l’enorme fortuna di avere.


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