L’importanza del sentirsi accettati

Sono sempre stata un groviglio di sogni grandiosi, una che nella vita voleva vivere tutto quello che si poteva: le mie idee, spesso, mi rimbalzavano nella testa fino a sfiancarmi. Ero convinta di poter aspirare a tanto, di poter raggiungere tanto ma non sono mai riuscita a quantificare quel quanto, né a dargli un nome e nemmeno a trovargli una strada.

Il problema è che cambiavo sempre idea: un giorno volevo scrivere un libro, quello dopo diventare medico, quello dopo ancora uno viaggiare e così via. Insomma…continuavo a sbandare: continuavo, nonostante i miei sforzi, a trovarmi nel posto sbagliato con la gente sbagliata. Invece di emergere come avrei voluto mi sentivo annegare, come se ogni mio muscolo mi spingesse inevitabilmente nella direzione sbagliata.

Le mie idee erano considerate sempre esagerate, megalomani in un certo senso, tutti intorno a me si chiedevano perché non potessi essere normale. Nessuno capiva perché volessi sempre strafare, perché non riuscissi mai a concludere nulla e tutti questi perché, alla fine, ci portavano all’esasperazione. Io sprofondavo sempre di più e non riuscivo a capire cosa dovessi fare per essere felice, per raggiungere quella normalità così necessaria.

La mia gioventù è stata mentalmente devastante, non perché mi mancasse qualcosa di materiale, ma perché non ho mai capito nulla di me stessa: non ho mai saputo chi ero. Mi sono sempre sentita in difetto e, per mascherare un oceano di insicurezze, ho creato un involucro di perfezione da mostrare al mondo di fuori. Mi sono così nascosta dietro agli abiti più belli che potessi permettermi, mi sono persa tra i party più cool solo per dimostrare a tutti quanto ero felice, mentre dentro di me mi sentivo soffocare dal tempo che passava e mi vedeva fallire…quotidianamente.

Solo ora ho la consapevolezza e la maturità di ammettere quanto fossi sbagliata, solo ora non provo più imbarazzo ripensando a quella me così smarrita.
Ancora oggi ho un incredibile tumulto di pensieri ma, ora, sono io e tenere le redini: finalmente non  ho più l’impressione di vagare nel nulla ma ho i piedi ben saldi ad un cammino preciso.
Ci sono stati tanti step necessari per arrivare a questo punto, molti dei quali li ho percorsi da sola durante un lungo tragitto di autoanalisi. Un cammino che è stato a tratti doloroso ma che era necessario per restituirmi me stessa: per farmi ritrovare la mia umiltà, per farmi aprire a sentimenti veri e per farmi sganciare da quella superficialità che avevo afferrato a braccia aperte.

Se è vero che gran parte del lavoro l’ho fatta da sola è anche vero che la mia mente è (ammetiamolo pure) debole, troppo sensibile ed io, in quel tunnel di autodistruzione, avrei potuto scivolarci ancora prima o poi. Quello che mi ha cambiata radicalmente è stato trovare una persona che, per la prima volta, non vedesse in me alcuna anomalia: quella persona è mio marito.
Ora non pensate che il nostro rapporto sia idilliaco perché non potrebbe scostarsi di più dalla perfezione; Charles ed io siamo diametralmente opposti: lui è razionale, sicuro, pragmatico ed alle volte poco sensibile mentre io sono l’esatto contrario.
Charles, però, mi ha regalato la consapevolezza della necessità di essere affiancati da una figura che incoraggi e supporti: qualcuno che non sminuisca le nostre idee né le derida ma una presenza con una apertura mentale tale da capire e da spronare.
Finalmente, al suo fianco, non mi sento più stupida per quelle che sono le mie passioni, per quelli che sono i miei sogni. Mi riferisco in parte anche al blog perché sono consapevole del fatto che, molte persone che mi stanno intorno, lo ritengano una cosa frivola e fine a se stessa che, come al solito, non mi porterà a nulla. Invece per me questo blog è fondamentale e pazienza se non mi porterà mai a nulla perché, come mi dice sempre lui, non mollare è già un successo.

Ciò che mi auguro con tutta me stessa è di riuscire ad essere, per Catherine, una figura così come mio marito lo è per me. Vorrei insegnarle che nessun sogno è banale, vorrei che si sentisse amata per quello che sarà a discapito delle mie aspettative. Sentirsi diverso, strano o addirittura pazzo destabilizza: ti fa dubitare e temere qualunque cosa e io desidero fortemente che, a lei, questa sensazione resti sconosciuta.

 Senza Charles probabilmente questo blog non esisterebbe perchè la paura del giudizio degli altri mi avrebbe frenato, io mi sento davvero di doverlo ringraziare per avermi permesso, finalmente, di essere chi sono realmente, seppur con tutte le mie difformità 😉

You may also like

24 commenti

  • Mi sono rivista in tante delle tue emozioni… Perdonarsi è il primo passo per essere felici, anche se non è facile! Tu sei una gran donna e stai facendo un ottimo lavoro sotto ogni aspetto. Sono fiera di te amica!

  • A volte, il giudizio delle persone, non può far altro che esser positivo.. come in questo caso.:) Per quel che vale, per quel che ti conosco, a me piaci molto Sara. E quello che sei oggi, lo devi anche al percorso che hai saputo e dovuto affrontare 🙂 un abbraccione!

  • Bellissimo post, uno dei più belli. Mi ha commosso tanto perchè mi sono rivista in tante cose. Non sull'ostentazione per mascherare insicurezza ma sulla mancata accettazione, sulla forte volontà di essere una brava mamma, una di quelle che crede in te e ti sa appoggiare nelle tue scelte. Una di quelle che ti sostiene con il sorriso pronta a raccoglierti se cadi dalla nuvoletta dei tuoi sogni. Ti abbraccio forte. Ciao Sara, continua così.

  • Complimenti Sara , bellissime parole e di grande ispirazione , cio' che racconti io lo sto provando e l' ho provato a tratti nel corso della mia vita fino ad oggi , la sensazione di inconcludenza , di non portare a termine nulla , di avere tante idee ma non concretizzarne alcuna , di non trovare la propria strada ,di vagare alla deriva , di essere sopraffatta dagli eventi , di non trovare il proprio posto nel mondo , di non sapersi analizzare .. Tanto doloroso , la costante lotta contro se stessi … Una persona fantastica al mio fianco ce l' ho che come nel tuo caso e' il mio opposto e grazie s lui mi sento davvero amata e capita .. Spero un giorno quanto prima di poter smettere di lottare contro me stessa e di perdonarmi ! Un abbraccio e grazie per questo post !

  • Io non ho capito cosa fai ora. Anch'io ho trovato un equilibrio quando ho iniziato a vivere la mia vita con qualcuno con cui potevo e posso condividere tutto. Una persona con cui posso fare progetti e portarli a compimento. Ho smesso di avere tante ansie. Ma non sarebbe stato abbastanza se non avessi trovato dei campi in cui applicarmi sia per lavoro che per interesse anchr fine a se stesso. In questo post sembra mancare qualcosa, i propri monenti di successo al di lá dei figli e del marito

  • Mi sono venuti i brividi…perché la sensazione di avere troppe idee,troppe passioni e troppa confusione è esattamente ciò che provo io…spero alla fine di fare dei passi in avanti positivi proprio come hai fatto tu Sara!questo post è forse il più bello di tutti perché ha mostrato una parte di te che ancora non conoscevo,davvero intima e spontanea,più sensibile di quanto vuol far credere. Un abbraccio

  • Bellissime parole, davvero. Ed è tutto così vero!
    Sarà che forse sono particolarmente sensibile in questo momento, soprattutto perché e che mi ci rivedo parecchio, ma sono parole vive, piene di emozioni.
    Non è facile raccontarsi, eppure a volte è necessario. 🙂

  • Ciao! Intendevo dire che sembra mancare la parte prima di avere tua figlia. Quella in cui comunque avrai dovuto scegliere una strada (cioè se fare il medico o altro) che forse hai capito non essere giusta per te. É un bene che ognuno si senta realizzato con cose diverse.

  • Cara Sara, quante cose hai risvegliato dentro di me, quanti tasti che non avevo più il coraggio di suonare. E poi la città dove vivi che è stato il posto del mio cuore è il mio più grande rimpianto. Anche io come te amo troppo tutto per amare soltanto qualcosa, per rendere le mie passioni un lavoro e concretizzare quello che altri pensano sia per me solo un passatempo. Anche io come te ho avuto la fortuna di trovare un uomo che ha visto in me un concentrato di colori e non l'assenza di uno scopo. Ho aperto da pochi mesi un blog e cerco di gestirlo senza farmi condizionare dai giudizi altrui. Credo che l'ansia di non aver raggiunto un particolare obiettivo risieda nell'idea che si debba necessariamente avere un obiettivo, che non si possa semplicemente vivere ed essere felici e avere cura di chi amiamo e dello spazio che ci circonda. Continuerò a seguirti e spero di averti ospite nel mio blog qualche volta, a prendere un Tea con il Bianconiglio.

Comments are closed.