My birth plan (ovvero il mio piano-nascita)

Qui in Inghilterra, verso la 36esima settimana si ha un appuntamento con l’ostetrica per definire il “birth-plan“: un vero e proprio “piano-nascita” in cui si pianificano, per quanto possibile, appuntamenti e interventi vari fino ad arrivare al parto. Trovo questo sistema molto intelligente perché da chiarezza alla mamma to-be oltre a chiare molti dubbi dell’ultimo minuto.

Ho avuto questo appuntamento due settimane fa con l’ostetrica specializzata in VBAC (parto vaginale dopo cesareo) visto che, come già vi avevo già spiegato in questo post, vorrei tentare un parto naturale. Era un appuntamento importante a cui avrebbe voluto partecipare anche Charles ma, si sa che in questi casi la sfiga è sempre in agguato e, poverino, è dovuto andare all’estero per lavoro. Come se ciò non bastasse la Toddler era in vacanza per “l’half term” e si è dovuta sorbire tre appuntamenti di fila; vi lascio immaginare come ha preso la situazione: io ho sudato sette camicie dalla disperazione haha!
La prima visita consisteva in un ecografia, consigliatami dal ginecologo, per determinare la posizione della placenta: siccome ho avuto perdite durante tutta la gravidanza voleva essere sicuro che non ci fossero problemi in questo senso. L’ecografia non ha riscontrato anomalie e quindi sono andata all’appuntamento con l’ostetrica che è stata meravigliosa. Abbiamo deciso di tentare il parto naturale  purché si verifichi entro la 41esima settimana, dopodiché procederanno con un cesareo. Mi ha poi spiegato le varie tecniche di respirazione, quando andare in ospedale e tutti gli antidolorifici che avrò a disposizione ovvero:

  • Etonox (gas and air)
  • Pethidine un oppiaceo simile alla morfina
  • Epidurale
  • Tens machine (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation ovvero dei sensori che si applicano alla schiena e, trasmettendo delle piccole scosse, attenuano il dolore.

    Potrò decidere al momento quale antidolorifico utilizzare ma mi è stata sconsigliata l’epidurale: questo non mi ha reso particolarmente felice; ero infatti convinta di farla così che in caso di cesareo fossi già pronta e meno stanca, senza ore di dolori inutili. Mi è stato spiegato che, nel mio caso, è fondamentale che il travaglio sia il più attivo possibile, evitando di stare coricata e facendo in modo che la forza di gravità faccia il suo dovere e che le spinte siano più effettive possibile. Ovviamente non sono obbligata ma l’utilizzo dell’epidurale diminuirebbe le mie chance di un parto naturale e quindi sono gasatissima di voler tentare.
    Ho poi firmato perché sia Charles a tagliare il cordone ombelicale (se riesce a non svenire haha) e per tornare a casa 6 ore dopo il parto nel caso in cui non esistano motivazioni mediche per restare. Ho preso questa decisione perché qui il reparto post parto offre “fantastiche” camerate a 6 letti (con baby urlanti of course) più i mariti che vogliono rimanere. Per me questa cosa è davvero strana; ok che i letti sono divisi da delle tende ma l’esperienza di uomini che russano all’unisono con un sottofondo di bebè piangenti, dopo aver appena partorito, me la eviterei con piacere! Ho anche conosciuto tantissime mamme in questo periodo e tutte mi hanno confermato che è meglio andarsene il prima possibile haha!

    Sempre con l’ostetrica abbiamo concordato di tentare lo scollamento delle membrane a 39 settimane e di ritentare alla 40esima nel caso il primo tentativo fallisse. Alla 41esima settimana, se nulla si fosse smosso, entrerò in reparto per la rottura delle acque e valuteranno se darmi una dose leggera di ossitocina, 24 ore dopo procederanno con cesareo in caso il mini Toddler non sia ancora nato.
    Devo dire che sono felicissima di come abbiamo programmato il parto, avere una sorta di “programma” mi fa sentire molto tranquilla. So benissimo che tutto potrebbe andare in maniera completamente diversa da quanto è stato concordato, così come sono consapevole di essere più a rischio di un cesareo di emergenza: ciononostante avere in testa delle date ed avere una vaga idea di cosa potrebbe succedere mi fa stare già serena. Voglio vivere l’attesa del parto in maniera positiva sperando di provare un esperienza meno traumatica della nascita di Catherine. Ovviamente ciò che è stato concordato è qualcosa che si adatta esclusivamente al mio caso personale e non sarebbe applicabile a ad un’altra donna.

    You may also like

    3 commenti

    • SEMPre interessante leggere i tuoi post. Che bello, spero che tu possa realizzare il tuo desiderio di VBAC, per la mia migliore amica è stata un'esperienza meravigliosa.

    • Ciao! Io ho partorito due volte a Londra ( di cui una al Chelsea&Westminster ), due parti naturali fantastici, entrambi in acqua. Nel parto li sono bravissimi, soprattutto le midwives. Ho usato la tense machine nel primo travaglio e mi sono trovata benissimo. Il Pethidine favoloso, ho partorito ridendo, mentre il gas a me non faceva niente, Se hai bisogno di info chiedi pure!

    Comments are closed.