Un anno di Harvey

Harvey, meglio conosciuto come captain Cuddles, è con noi da poco più di un anno.

Un anno in cui mi è sembrato di stare sulle montagne russe: lanciata a tutte velocità in una esperienza che pensavo già di conoscere ma che si è rivelata diversissima. 

Sono così già passati 365 giorni

365 giorni di lacrime e sorrisi 

365 giorni di notti interrotte e di caffè lasciati a raffreddarsi

365 giorni che hanno lasciato nuovi segni sul mio viso, segni che mi ricordano di quanto sia beffardo il tempo e di quanto la vita vada vissuta perché solo il presente ci appartiene.

Vi direi una bugia enorme se vi dicessi che questo anno è stato facile. Non lo è stato per niente: ci sono stati (e ancor a ci sono) momenti di sconforto, di fatica, di frustrazione; momenti in cui ho pensato che fosse troppo e di non farcela. Sembra un controsenso ma in realtà questo è l’anno in cui ho tirato fuori energie che nemmeno immaginavo di avere. Le mie passioni sono esplose e sono diventate una parte integrante della mia vita, potrei mai chiedere altro?

Voglio che i miei figli crescano sapendo che, quando c’è la passione, nessun sogno è sciocco o impossibile da realizzare.

Per me la cosa più difficile è stata accettare il fatto che la relazione esclusiva tra me e Catherine si fosse interrotta. E’ stato un po’ come un lutto che ho dovuto elaborare. Così adesso cerco di concentrarmi sui piccoli dettagli: le sue manine che si fanno sempre più affusolate e i suoi piedini che hanno perso quella forma tozza e buffa. Cerco di trattenere il fiato per imprigionare nel cuore quei frammenti di vita che voglio tenere cone me, per sempre. Vederli iniziare a giocare e ridere insieme poi non ha prezzo.

Mi ricorderò per sempre quel nove marzo: il pomeriggio passato a ignorare le contrazioni che si facevano sempre più forti, le bolle di sapone in giardino, la corsa in ospedale da sola sul taxi. Il cesareo e il piccolo Harvey che fece la sua prima pipì addosso all’infermiera (ahah).

Ricordo la notte passata sveglia con l’ansia perchè lui dormiva tanto. Così tanto che chiesi persino se fosse normale all’ostetrica, dopodiché mi convinsi anche di aver partorito un bimbo che dormisse e semplice da gestire (ahahahahah). Mai presi cantonata più grossa!

Harvey non è sicuramente un bimbo facile: è difficilissimo con il mangiare, vuole solo consistenze vellutate o non mangia (o vomita a fontana), le notti sono migliorate da due settimane a questa parte mentre prima vigeva la legge dello “snack party”. Un sorso di latte e poi via a dormire giusto per ricominciare due ore dopo. ODIA stare nel seggiolone e nel box, insomma vuole essere FREE. Free di mettere tutto in bocca, distruggendo tutto quello che riesce. 

Insomma, l’avete capito, è un bel tipetto, PERO’.

E’ un vero e proprio “mama boy”, chiama sempre “mamma, mamma” con le manine tese al cielo per farsi prendere in braccio e così chi resiste?!?! Ho quindi imparato a fare tutto “accompagnata” dal mio braccio destro, persino in bagno devo portarlo pena urla drammatiche. 

A volte lo faccio piangere, vi assicuro, è sopravvivenza perchè lui sa piangere e fare lamenti finché non raggiunge il suo scopo. I suoi piagnistei gli sono costati la fama di “lupo” che è un altro soprannome con cui Harvey viene chiamato (haha).

Harvey adora le briciole di croissant (indovinate da chi ha preso) e il formaggio spalmabile. Odia praticamente tutto ciò che non è dolce e farlo mangiare è sempre un avventura haha!!

Ha imparato a fare ciao con la manina ed il ballo è la sua passione: appena sente due note inizia a battere le mani e a ballare come un matto. Lo adoro quando fa così. 

Gli abbiamo organizzato un piccolo party per il suo compleanno e come vedete ha gradito molto la torta, strano che quella sia riuscito a mangiarla senza problemi! (hahahah)

Insomma chi è mamma lo sa, due figli sono un percorso impegnativo MA non c’è nessun altro percorso al mondo che vorrei intraprendere. Nonostante la stanchezza, il mio cuore è pieno di gratitudine per ciò che ho. 

Happy first year piccolo Harvey!

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